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Il 24 giugno era il giorno onomastico di
don Bosco, si fece una festa solenne all’oratorio, ognuno volle manifestare il suo affetto. E don Bosco per ricambiare disse: “Ognuno scriva su un biglietto il regalo che desidera da me. Vi assicuro che farò il possibile per accontentare tutti”. Quando lesse i biglietti, don Bosco trovò delle domande serie e sensate, ma trovò anche richieste stravaganti che lo fecero sorridere: qualcuno chiese cento chili di torrone “per averne tutto l’anno”.
Sul biglietto di
Domenico Savio c’erano cinque parole: “Mi aiuti a farmi santo”. Don Bosco prese sul serio quella domanda. Chiamò Domenico e gli disse: “Ti voglio regalare la formula della santità. Stai attento:
Primo: allegria. Ciò che ti turba e toglie la gioia non viene dal Signore.
Secondo: doveri di studio e di attenzione a scuola, impegno nello studio e impegno nella preghiera. Tutto questo non farlo per ambizione, per sentirti lodare, ma per amore del Signore e per diventare un uomo.
Terzo: fare del bene agli altri. Aiuta i tuoi compagni sempre, anche se ti costa sacrificio.
La santità e tutta qui!”.
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