Fin dal loro esordio gli mms hanno rappresentato un problema aperto dal punto di vista della privacy. Non a caso il primo provvedimento dal Garante della Privacy al riguardo risale al 12 marzo 2003 e fu emesso a seguito di una serie di segnalazioni con cui si chiedeva all’autorità di esprimersi sulla liceità o meno dei videomessaggi. Gli mms, a differenza degli sms, consentono di poter spedire a terzi immagini fotografiche che possono avere a oggetto anche persone e quindi compromettere la loro riservatezza. Parallelamente alla legge sulla privacy devono essere tenute presenti anche le norme che tutelano il diritto all’immagine secondo cui non si può riprendere l’immagine altrui se non previo consenso dell’interessato, salve alcune eccezioni per le persone che godono di notorietà. Altri limiti, ben più severi, sono posti dalle norme penalistiche. Recentemente la Corte di Cassazione, con sentenza n.10444/2006, si è espressa proprio in materia di mms, affermando che le foto scattate possono costituire violazione della privacy e chi le realizza può compiere addirittura un reato.
Il Sole 24 ore Nòva 14 aprile 2006 - L. Turini - art. pag. 12
sabato 13 maggio 2006
Foto con i cellulari e Privacy
venerdì 12 maggio 2006
Accertamenti fiscali, in fumo il 99%
Il dato è frutto del rapporto tra l'attività della polizia tributaria e le somme incassate dall'erario. Limitati i mezzi del contenzioso e concessionari inefficienti
Periodicamente sentiamo sbandierare degli astronomici accertamenti di imposte evase, scoperti dalla Guardia di Finanza. Sembra che ci sia pane per risanare le finanze pubbliche. E invece la realtà è tutta un'altra!Dal processo verbale alla cartella esattoriale sfuma il 99% degli accertamenti fiscali. La pretesa tributaria si disperde tra i rivoli dell'accertamento e del contenzioso, per poi quasi scomparire nella fase della riscossione. Negli ultimi anni, le imposte evase effettivamente riportate nelle casse dell'erario sono state pari al 2,2% delle somme accertate nel 2002, allo 0,96% nel 2003, allo 0,51% nel 2004 e allo 0,34% nei primi 11 mesi del 2005 (si veda ItaliaOggi del 4/4/2006). I dati si riferiscono al rapporto tra i risultati dell'attività di polizia tributaria e l'entità delle somme incassate al termine del percorso tributario. I fattori critici di dispersione di imponibile possono essere individuati nelle presunzioni che fondano il vaglio discrezionale degli uffici finanziari, nella limitatezza dei mezzi del contenzioso e nella provata inadeguatezza del sistema privato della riscossione. Per porre un rimedio l'amministrazione finanziaria ha operato un ritorno all'antico con la ripubblicizzazione del sistema della riscossione e con il ripristino delle ganasce fiscali a opera della Finanziaria 2006. Nel frattempo, rimangono fermi al palo gli accertamenti bancari telematici e la partecipazione degli enti locali all'accertamento, mentre per la giustizia tributaria è previsto un monitoraggio triennale e una probabile riduzione dell'organico.
da Italia Oggi del 6 aprile 2006 - F. Santagada - art. pag. 29
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