venerdì 28 aprile 2006

Nella bolletta dell'Enel paghiamo i contributi per le fonti rinnovalbili.

E' proprio vero che non si finisce mai d'imparare! Non avrei mai immaginato che nella bolletta dell'Enel c'è una quota che paghiamo per la "Costruzione di impianti per fonti rinnovabili". Leggete questo articolo dal blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2006/04/paghi_rinnovabi.html
dal titolo "Paghi rinnovabile, compri fumi di scarico" per sapere dove vanno a finire questi soldi!
Non c'è che dire: i fondi destinati al fotovoltaico erano già pochi e una legge del febbraio scorso le ha letteralmente decimate. E' questa la politica per ridurre la nostra dipendenza dal petrolo e dal gas?

Il principe saggio di Macchiavelli

"La poca prudenzia delli uomini comincia una cosa, che, per sapere allora di buono, non si accorge del veleno che vi è sotto ... Per tanto colui che in uno principato non conosce e' mali quando nascono, non è veramente savio; e questo è dato a pochi."
Il Principe - Cap.13
Macchiavelli porta anche diversi esempi a confermare che purtroppo sono pochi quei governanti che si accorgono dei pericoli al loro sorgere, quando ancora è facile trovare una soluzione. Dopo può essere difficile o addirittura impossibile rimediare.

lunedì 10 aprile 2006

Lo sai che la Banca d'Italia non è di tutti gli italiani ma di una élite bancaria?

Con l'ultima legge bancaria la Banca d'Italia è divenuta un'azienda totalmente privata, caso unico tra le ex banche di emissione europee, una S.p.A. le cui quote sociali sono detenute solo da alcuni gruppi bancari ed assicurativi per lo più privati.

Da ciò deriva il più devastante conflitto di interessi in atto nel paese poiché Bankitalia, attraverso l'istituto della vigilanza sul sistema finanziario, esercita in assoluta autonomia il controllo economico e monetario sull'intera Nazione, secondo fini propri, disgiunti, diversi e spesso del tutto contrastanti rispetto a quelli governativi.

In questa situazione il ruolo dei politici eletti democraticamente in campo economico viene ridotto a quello di semplici comparse mosse da un'attenta regia.

Le pesanti polemiche riaccese a seguito delle vicende di Banca 121, e dei bond Cirio, Parmalat e Finmatica, sono tutte imputabili a questa degenerata situazione, forzatamente in atto sul teatro della politica economica italiana.

Chiunque voglia veramente governare le sorti del Paese deve agire risolutamente e rapidamente per trasferire la guida economica del Paese da Bankitalia all'Esecutivo, il quale risponde del suo operato ai cittadini.

Infatti la Banca d'Italia ha in mano una buona parte del debito pubblico italiano e basterebbe che il Governo, agendo in proprio ed in nome e per conto delle altre Pubbliche Amministrazioni, chiedesse di rientrare in possesso delle notevolissime somme di denaro corrispondenti ai famosi "residui passivi" (si parla di oltre 600.000 miliardi di lire) nel tempo versate ed ancora giacenti presso i forzieri di Bankitalia. Si tratta di una gigantesca massa monetaria in mano ai "soci" della Banca d'Italia.
La situazione risulta ancor più grave se si considera che mentre la circolazione monetaria si è drasticamente ridotta è stato mantenuto in essere il debito pubblico generato dall'emissione monetaria corrispondente ai residui passivi congelati. Come afferma una memoria difensiva della Banca d'Italia che, chiamata in giudizio, rivela: "… come visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato … la Banca d'Italia cede la proprietà dei biglietti (che nulla le sono costati se non le spese tipografiche) i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell'Istituto di Emissione acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (i titoli del debito pubblico) che vengono invece appostati all'attivo"!

Pertanto o lo Stato si riappropria di queste ingentissime somme per aprire nuovi cantieri, procedere alla difesa del disastrato territorio, pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, riassettare il proprio bilancio, o deve pretendere l'abbattimento del debito pubblico corrispondente all'importo della massa monetaria sparita e chiedere anche la restituzione dei profitti derivanti dal signoraggio (è questo il termine tecnico dallo strano sapore medievale) che la Banca d'Italia ha sottratto al popolo italiano in tutti questi anni.

LE QUOTE DI PROPRIETA' DI BANKITALIA
BancaIntesa Bci privato 27,2
SanPaolo 17,23
Capitalia privato 11,15
Unicredito privato 10,97
Ass. Generali 6,33
Inps 5
Carige 3,96
Bnl privato 2,83
Mps privato 2,5
Ass. La Fondiaria 2
Gruppo Premafin 2
CR Firenze 1,85
Ras Assicurazioni 1,33
Altri privati 5,65
NB: altri privati non sono per legge di dominio pubblico in quanto piccoli azionisti, pur essendo proprietari di Bankitalia!

sabato 8 aprile 2006

Per il Garante illecito spiare nei computer dei dipendenti

In principio c'era lo Statuto dei lavoratori. E c'è ancora. Nonostante le molte norme introdotte in Italia da quel 20 maggio 1970 in materia di riservatezza e di protezione della privacy la legge 300 esiste e costituisce sempre il baluardo e il punto di riferimento di ogni legge successiva. Lo Statuto nel titolo I prevede diversi limiti all'invasione della privacy, che tuttora sono la pietra miliare per le parti interessate: all'articolo 4 stabilisce che "è vietato l'uso di impianti audiovisivi e altre apparecchiature elettroniche per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori". Si fa eccezione per gli impianti richiesti dalle esigenze della sicurezza, ma ci vuole un accordo ssindacale per stabilire la deroga. Inoltre, all'articolo 8 lo Statuto prevede il "divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso di svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagni, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore".
I tempi sono cambiati ma i principi restano. I temi hanno cambiato forma ma non sostanza.
Ma quali sono i passaggi critici della privacy nel rapporto di lavoro?
Innanzi tutto vi è la protezione dei dati personali. Altri passaggi fondamentali del rischio-privacy nel rapporto di lavoro partono sin da prima dell'assunzione. Con l'invio di un curriculum in forma spontanea o come risposta ad un annuncio di ricerca di personale è praticamente obbligatorio indicare nella propria presentazione personale e professionale l'autorizzazione al trattamento dei dati ai sensi del Codice della Privacy, D.lgs 196/2003. Un'altra area critica è quella relativa ai test attitudinali, all'accesso ai propri dati personali, alle note di qualifica, ai provvedimenti disciplinari, alla tutela dei lavoratori malati, alla publicizzazione dei dati retributivi. Infine, il tema emergente e prossimamente dominante è quello dei controlli elettronici e dei cosiddetti dati biometrici, su cui già esistono provvedimenti emessi dall'autorità Garante della Privacy.
Il Sole 24 Ore del 5 aprile 2006 - W. Passerini - art. pag. 21

domenica 2 aprile 2006

La stella di Natale

La terra di origine della Stella di Natale (ponsetia) è il Messico: qui cresceva rigogliosa nei giardini aztechi. I conquistadores spagnoli, nel XVI secolo travolsero città e tradizioni, distrussero templi e giardini, non curandosi di questi fiori fiammeggianti che continuarono a crescere sulle rovine. La loro permanenza in quei luighi è simbolo di giustizia.

Berlusconi vince (almeno su Google): cancellato ogni riferimento a fallimento

Da stamattina se ricerchi su Google 'fallimento' o 'miserabile fallimento' non compare più come primo risultato su Google Italia la biografia di Silvio Berlusconi.
Una notizia flash che vi voglio dare credo in anteprima.
E' una notizia fresca. Infatti fino a ieri, cercando su Google in italiano, "fallimento", "miserabile fallimento" o altre keywords come "buffone" il motorone di ricerca rimandava, in cima alla ricerca, alla pagina della biografia del presidente del Consiglio pubblicata sul sito ufficiale del governo Italiano.
Iera sera, la situazione era ancora come quella appena descritta.
Ma stamattina (potrebbe esserci ad onor del vero un aggiornamento di Google, ma mi pare alquanto improbabile) dopo che ieri si era diffusa la notizia che la Polizia Postale aveva richiesto la cancellazione a Google di tale risultato, la biografica del presidente del consiglio non compare più con le ricerche sopraindicate.
Berlusconi batte Google?
Ma, in realtà, andando oltre al titolo giornalistico, sono da dapire due cose:
1) come mai la Polizia Postale (che fa il suo lavoro sempre con la massima professionalità) e il Garante si sono occupati adesso sotto le elezioni di questi risultati che compaiono su Google da diversi anni (non mesi!!!)
2) Come mai, stamattina, ricercando "Failure" su Google, compare ancora la biografia del Presidente degli Stati Uniti d'America che, ufficialmente, non ha mai richiesto la rimozione di tale risultato di ricerca a Google?
D'altra parte Google Italia, su richiesta dell'autorità della Rete, come è la Polizia Postale in Italia, non poteva fare altro, ma questo fa capire, senza fare polemiche politiche, come, in materia di Internet, l'Italia di oggi prenda esempio dalla Cina, condannata quando esporta le merci ma presa ad esempio quando censura Internet.
Mi posso sbagliare, ma come diceva Anfreotti....