lunedì 10 aprile 2006

Lo sai che la Banca d'Italia non è di tutti gli italiani ma di una élite bancaria?

Con l'ultima legge bancaria la Banca d'Italia è divenuta un'azienda totalmente privata, caso unico tra le ex banche di emissione europee, una S.p.A. le cui quote sociali sono detenute solo da alcuni gruppi bancari ed assicurativi per lo più privati.

Da ciò deriva il più devastante conflitto di interessi in atto nel paese poiché Bankitalia, attraverso l'istituto della vigilanza sul sistema finanziario, esercita in assoluta autonomia il controllo economico e monetario sull'intera Nazione, secondo fini propri, disgiunti, diversi e spesso del tutto contrastanti rispetto a quelli governativi.

In questa situazione il ruolo dei politici eletti democraticamente in campo economico viene ridotto a quello di semplici comparse mosse da un'attenta regia.

Le pesanti polemiche riaccese a seguito delle vicende di Banca 121, e dei bond Cirio, Parmalat e Finmatica, sono tutte imputabili a questa degenerata situazione, forzatamente in atto sul teatro della politica economica italiana.

Chiunque voglia veramente governare le sorti del Paese deve agire risolutamente e rapidamente per trasferire la guida economica del Paese da Bankitalia all'Esecutivo, il quale risponde del suo operato ai cittadini.

Infatti la Banca d'Italia ha in mano una buona parte del debito pubblico italiano e basterebbe che il Governo, agendo in proprio ed in nome e per conto delle altre Pubbliche Amministrazioni, chiedesse di rientrare in possesso delle notevolissime somme di denaro corrispondenti ai famosi "residui passivi" (si parla di oltre 600.000 miliardi di lire) nel tempo versate ed ancora giacenti presso i forzieri di Bankitalia. Si tratta di una gigantesca massa monetaria in mano ai "soci" della Banca d'Italia.
La situazione risulta ancor più grave se si considera che mentre la circolazione monetaria si è drasticamente ridotta è stato mantenuto in essere il debito pubblico generato dall'emissione monetaria corrispondente ai residui passivi congelati. Come afferma una memoria difensiva della Banca d'Italia che, chiamata in giudizio, rivela: "… come visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato … la Banca d'Italia cede la proprietà dei biglietti (che nulla le sono costati se non le spese tipografiche) i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell'Istituto di Emissione acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (i titoli del debito pubblico) che vengono invece appostati all'attivo"!

Pertanto o lo Stato si riappropria di queste ingentissime somme per aprire nuovi cantieri, procedere alla difesa del disastrato territorio, pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, riassettare il proprio bilancio, o deve pretendere l'abbattimento del debito pubblico corrispondente all'importo della massa monetaria sparita e chiedere anche la restituzione dei profitti derivanti dal signoraggio (è questo il termine tecnico dallo strano sapore medievale) che la Banca d'Italia ha sottratto al popolo italiano in tutti questi anni.

LE QUOTE DI PROPRIETA' DI BANKITALIA
BancaIntesa Bci privato 27,2
SanPaolo 17,23
Capitalia privato 11,15
Unicredito privato 10,97
Ass. Generali 6,33
Inps 5
Carige 3,96
Bnl privato 2,83
Mps privato 2,5
Ass. La Fondiaria 2
Gruppo Premafin 2
CR Firenze 1,85
Ras Assicurazioni 1,33
Altri privati 5,65
NB: altri privati non sono per legge di dominio pubblico in quanto piccoli azionisti, pur essendo proprietari di Bankitalia!

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