lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale



Botticelli, Natività mistica


”Se vuoi costruire una barca,
non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini,
ma comunica loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.
(Antoine de Saint-Exupéry, "Cittadella" )
Comunicare la nostalgia per l’infinito è un atteggiamento che indirizza al Bene,
sprona al "desiderio del mare aperto", per ricercare le cose grandi, per cui vale la pena vivere…
Il S. Natale ci faccia questo dono dandoci quel ristoro nel corpo e nello Spirito
che solo chi “se ne intende” d’Infinito come Nostro Signore ci può regalare…
Buon Natale!

venerdì 11 maggio 2012

Biodegradabile e compostabile non sono sinonimi (e la distinzione è importante per la raccolta differenziata)



compostaggio Biodegradabile e compostabile non sono sinonimi (e la distinzione è importante per la raccolta differenziata)Compostaggio e compostabilità e biodegradazione ebiodegradabilità sono concetti diversi spesso confusi e fonte di equivoci. Biodegradabile significa “che può essere decomposto da alcuni organismi in composti più semplici” ovvero che le sue componenti, prima o poi, torneranno alla natura – ma senza specificare quanto tempo sia necessario per questo processo – perciò potrebbe trattarsi anche di centinaia di anni. Si definisce invece compostabile un materiale che è non solo biodegradabile, ma anche disintegrabile e con bassi livelli di metalli pesanti; e soprattutto che il processo di decomposizione deve avvenire nel giro di appena tre mesi .
Come dire: ciò che è compostabile è sicuramente biodegradabile, ma non è necessariamente vero il contrario.
Al di là della questione scientifica, questa differenza ha delle implicazioni pratiche per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti. Infatti, sappiamo da più di un anno a questa parte i vecchi sacchetti di plastica usa-e-getta sono al bando e che per legge bisogna utilizzare buste in bioplastica o in carta. Ma nontutti  i sacchetti attualmente in circolazione sono in grado di essere “digeriti” rapidamente dalla natura. Sono sicuramente compostabili i sacchetti di carta e i sacchetti di bioplastica (riconoscibili al tatto per la superficie vellutata e il particolare odore, non gradito a tutti – oltre che perché certificati dal logo Compostabile). Perciò entrambi vanno bene per conferire la raccolta della frazione umida. Ma sono in circolazione anche tante buste su cui campeggiano spesso le scritte Biodegradabile, Riciclabile, Ecocompatibile, ma non la parola importante, cioè Compostabile. Queste non devono essere utilizzate per la raccolta dell’organico. Quindi, prima di usare un sacchetto di plastica per l'organico verificare che ci sia scritto "compostabile" o "Mater-Bi".
Ma allora, dove bisogna buttare i sacchetti biodegradabili ma non compostabili? Per il momento le aziende municipali di raccolta dei rifiuti delle varie città italiane danno risposte diverse. Alcune le accettano nella plastica, altre optano per l’indifferenziata. Per sicurezza, conviene purtroppo ancora fare una telefonata al numero verde della vostra zona.

venerdì 17 febbraio 2012

Eugenio Finardi – E tu lo chiami Dio



Vorrei volare ma non posso,
E resto fermo qua
Su questo piano che si chiama terra
Ma la terra si ferma…
Appena mi rendo conto
Di avere perso la metà del tempo
E quello che mi resta è di trovare un senso
Ma tu, sembri ridere di me,
Sembri ridere di me…

E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, io che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore..

Vorrei volare ma non posso
e spingermi più in là
Adesso che si fa silenzio attorno
Ma il silenzio mi parla…
Devo combattere con le mie lacrime,
mica con una poesia
E non c’è ordine nei letti d’ospedale
Come in una fotografia rivedo
dritta sulle spalle la mia figura..

E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…

E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore..

E tu lo chiami Dio
Io non dò mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io, io sono come te…

venerdì 27 gennaio 2012

Poi Vennero...

Quando sono venuti a prendere gli ebrei, sono rimasto in silenzio perché non ero ebreo
Quando sono venuti a prendere gli omosessuali, sono rimasto in silenzio perché non ero omosessuale
Quando sono venuti a prendere i comunisti, sono rimasto in silenzio perché non ero comunista
Quando sono venuti a prendere gli zingari, sono rimasto in silenzio perché non ero zingaro
Quando sono venuti a prendere me, non c’era più nessuno che potesse parlare per difendermi.
Martin Niemöller (1892–1984) pastore luterano tedesco
Ho trovato anche questa parafrasi attribuita a Bertold Brecht:
“Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare” 
Mi interrogo spesso quanto mi appartiene questo atteggiamento anche se mi ritengo convinto del contrario. Le occasioni, piccole e grandi, si presentano tutti i giorni. Quanti peccati di omissione non ho confessato?

domenica 25 dicembre 2011

Natale 2011

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune"
Alessandro ManzoniI promessi sposi

i momenti difficili possono essere superati, con il buon senso e unendo le forze: il Natale ci dovrebbe far ricordare quanto è bello e facile essere uniti, e spero ci dia la carica necessaria per affrontare insieme il futuro.

Auguro a tutti voi un sereno Natale ed un grandioso anno nuovo!!!

venerdì 14 ottobre 2011

Desmond Tutu - Non c'è futuro senza perdono

Premio Nobel per la pace nel 1984 per la sua lotta contro l'apartheid, intimo amico di Nelson Mandela,
è' stato arcivescovo  di Città del Capo (Sud Africa) fino al 1996.
Ha presieduto la Commissione per la Verità e la Riconciliazione sudafricana fortemente voluta dallo stesso neopresidente Mandela al termine dell'apartheid.
E' attualmente visiting professor presso la Emory University di Atlanta

In un mondo, dove sembra impossibile una strategia alternativa alla violenza per regolare i conflitti, Desmond Tutu ci racconta, pieno di fede e fiducia nell'uomo, il "miracolo" sudafricano: la transizione pacifica dal regime dell'apartheid alla democrazia. I sudafricani hanno infatti avuto il coraggio di affrontare i massacri e le violenze disumane del deposto regime con uno spirito di autentica pacificazione senza cedere a vendette ma neppure ignorando il passato concedendo un'amnistia generale.
Grazie alla Commissione per la Verità e la Riconciliazione, le vittime o i loro parenti potevano per la prima volta raccontare le violenze subite ed essere ascoltati, gli oppressori (le cui storie confermano la "banalità del male " descritta da Hannah Harend) potevano ricevere l'amnistia in cambio dell'intera verità. Grazie al pentimento degli assassini e al perdono concesso dai familiari delle vittime nasceva la possibilità di un futuro di pace.
L'esemplare esperienza sudafricana dovrebbe convincerci che sono possibili soluzioni molto diverse in Medio Oriente, in Irlanda del Nord, nei Balcani, in Afghanistan, nello Sri Lanka, in Sudan, in Congo, in Ruanda…
 
Vi riporto alcuni passi.
 
"Abbiamo avuto la grazia di poter contare, in entrambi gli schieramenti, su leader eccezionali, disposti a correre il rischio di puntare la carriera politica e la vita sull'elogio della pace, del perdono e della riconciliazione."
 
"A rispondere alla sfida di de Klerk non fu un uomo vendicativo, deciso a ripagare i bianchi con la stessa moneta. Fu un uomo regalmente dignitoso, magnanimo e sinceramente desideroso di dedicare le proprie forze alla riconciliazione tra coloro che le ingiustizie e le sofferenze del razzismo avevano reso nemici. Nelson Mandela non uscì di prigione pronunciando parole di odio e di vendetta. Al contrario, riuscì a meravigliarci per la capacità di incarnare in tutti i suoi atti la volontà di riconciliazione e di perdono. Prima del suo arresto era stato braccato per anni, e privato della possibilità di condurre una normale



vita familiare; quando fu rilasciato, l'11 febbraio 1990, aveva fatto ventisette anni di prigione. Nessuno poteva dire che non avesse conosciuto la sofferenza. Umanamente parlando, potremmo essere inclini ad affermare che quei ventisette anni di prigione siano stati uno spreco vergognoso; basti pensare a quale contributo avrebbe potuto dare in quel periodo per il bene del Sudafrica e del mondo. Ma io non considero la questione in questi termini. Penso che quei ventisette anni permeati dalla sofferenza siano stati la fiamma che ha temprato il suo acciaio purificandolo dalle scorie. Forse non sarebbe stato capace di tanta generosità e compassione se non avesse attraversato quell'esperienza."
 
La testimonianza di una vittima a cui un poliziotto sparò in faccia rendendolo cieco :"Sento che …il  fatto di essere qui e di aver raccontato la mia storia mi ha come ridato la vista. Mi sembra che per tutto questo tempo la cosa che mi ha fatto star male sia stata il fatto di non aver potuto raccontare ciò che ho vissuto. Ma ora, avervi raccontato la mia storia è come se mi avesse guarito."
 
Opponendosi all'idea di una giustizia punitiva dice "noi sosteniamo che esiste un altro tipo di giustizia, la giustizia restitutiva, a cui era improntata la giurisprudenza africana tradizionale. Il nucleo di quella concezione non è la giustizia o il castigo. Nello spirito dell'ubuntu, fare giustizia significa innanzitutto risanare le ferite, correggere gli squilibri, ricucire le fratture dei rapporti, cercare di riabilitare le vittime quanto i criminali, ai quali va data la possibilità di reintegrarsi nella comunità che il loro crimine ha offeso."
 
"Perdonare e riconciliarsi non significa far finta che le cose sono diverse da quelle che sono. Non significa battersi reciprocamente la mano sulla spalla e chiudere gli occhi di fronte a quello che non va. Una vera riconciliazione può avvenire soltanto mettendo allo scoperto i propri sentimenti: la meschinità, la violenza, il dolore, la degradazione…la verità. "