venerdì 12 maggio 2006

Accertamenti fiscali, in fumo il 99%

Il dato è frutto del rapporto tra l'attività della polizia tributaria e le somme incassate dall'erario. Limitati i mezzi del contenzioso e concessionari inefficienti
Periodicamente sentiamo sbandierare degli astronomici accertamenti di imposte evase, scoperti dalla Guardia di Finanza. Sembra che ci sia pane per risanare le finanze pubbliche. E invece la realtà è tutta un'altra!
Dal processo verbale alla cartella esattoriale sfuma il 99% degli accertamenti fiscali. La pretesa tributaria si disperde tra i rivoli dell'accertamento e del contenzioso, per poi quasi scomparire nella fase della riscossione. Negli ultimi anni, le imposte evase effettivamente riportate nelle casse dell'erario sono state pari al 2,2% delle somme accertate nel 2002, allo 0,96% nel 2003, allo 0,51% nel 2004 e allo 0,34% nei primi 11 mesi del 2005 (si veda ItaliaOggi del 4/4/2006). I dati si riferiscono al rapporto tra i risultati dell'attività di polizia tributaria e l'entità delle somme incassate al termine del percorso tributario. I fattori critici di dispersione di imponibile possono essere individuati nelle presunzioni che fondano il vaglio discrezionale degli uffici finanziari, nella limitatezza dei mezzi del contenzioso e nella provata inadeguatezza del sistema privato della riscossione. Per porre un rimedio l'amministrazione finanziaria ha operato un ritorno all'antico con la ripubblicizzazione del sistema della riscossione e con il ripristino delle ganasce fiscali a opera della Finanziaria 2006. Nel frattempo, rimangono fermi al palo gli accertamenti bancari telematici e la partecipazione degli enti locali all'accertamento, mentre per la giustizia tributaria è previsto un monitoraggio triennale e una probabile riduzione dell'organico.
da Italia Oggi del 6 aprile 2006 - F. Santagada - art. pag. 29

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