Fin dal loro esordio gli mms hanno rappresentato un problema aperto dal punto di vista della privacy. Non a caso il primo provvedimento dal Garante della Privacy al riguardo risale al 12 marzo 2003 e fu emesso a seguito di una serie di segnalazioni con cui si chiedeva all’autorità di esprimersi sulla liceità o meno dei videomessaggi. Gli mms, a differenza degli sms, consentono di poter spedire a terzi immagini fotografiche che possono avere a oggetto anche persone e quindi compromettere la loro riservatezza. Parallelamente alla legge sulla privacy devono essere tenute presenti anche le norme che tutelano il diritto all’immagine secondo cui non si può riprendere l’immagine altrui se non previo consenso dell’interessato, salve alcune eccezioni per le persone che godono di notorietà. Altri limiti, ben più severi, sono posti dalle norme penalistiche. Recentemente la Corte di Cassazione, con sentenza n.10444/2006, si è espressa proprio in materia di mms, affermando che le foto scattate possono costituire violazione della privacy e chi le realizza può compiere addirittura un reato.
Il Sole 24 ore Nòva 14 aprile 2006 - L. Turini - art. pag. 12
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