
Ambientalista, attivista e biologa (Ihithe, 1º aprile 1940 – Nairobi, 25 settembre 2011). Keniota.
Nel 2004 è diventata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace per "il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace". È stata membro del parlamento keniota ed Assistente Ministro per l'Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki, fra il gennaio 2003 e il novembre 2005.
Wangari Maathai, la più importante ambientalista sostenitrice dei diritti delle donne in Kenya, ha fondato, nel 1977, il Greenbelt Movement on Earth Day, incoraggiando gli agricoltori (il 70% dei quali sono donne) a piantare alberi, un “polmone verde”, in modo da arrestare l'erosione del suolo, da poter avere un po’ d'ombra, e da ottenere legname e legna da ardere. Ha distribuito semi alle contadine e ha instaurato un sistema di incentivi per ogni semina che sopravvive.
...Per oltre un decennio, ha combattuto contro il regime dittatoriale dell’ex presidente Daniel arap Moi, chiedendo la liberazione di numerosi prigionieri politici. Più volte manifestazioni da lei capeggiate furono disperse con gas lacrimogeni.
Dopo Moi, nel 2002, fu eletta al parlamento kenyano. Fu non solo la prima donna in un governo ma anche la prima donna dell’Africa Orientale e Centrale ad avere una cattedra all’Università. Con tre figli divorziò dal marito che l’aveva accusata di essere “troppo colta, troppo forte, troppo di successo, troppo caparbia e troppo difficile da controllare”.
... Wangari ha ben altro in testa. Dice: «Non si tratta soltanto di rimboschire il paese, ma anche di lottare per la democrazia e il rispetto dei diritti umani». Vuole dare alle donne quel "potenziamento" che è loro negato dai leader politici e lo fa attraverso seminari, laboratori, dimostrazioni e giornate ecologiche in cui si coniugano scienza, impegno sociale e attività politica.
Gli ambientalisti di tutto il mondo cominciano ad apprezzarla. Arrivano numerosi riconoscimenti, tra cui il premio della Fondazione Goldman (1991), l’equivalente del premio Nobel per gli ecologisti. Ma il premio più gradito glielo insigniscono le donne africane, dandole il titolo di “liberatrice”.
Un esempio tra tanti: il presidente Moi voleva costruire un grattacielo di 60 piani proprio nel parco centrale della capitale, l’Uhuru Park. Costo preventivato: 200 milioni di dollari. Wangari urla: “Uhuru significa libertà, ma questo grattacielo ne è l’esatto opposto, perché distruggerà l’ultima isola verde della capitale. I soldi - tasse dei cittadini - potrebbero essere spesi meglio in educazione e nello sradicamento della povertà”. Il luogo è già cintato. Wangari, però, chiede aiuto a organismi umanitari internazionali e il progetto viene abbandonato.
La vittoria costa caro, sia a lei che al movimento.
Viene orchestrata una campagna denigratoria contro Wangari. Moi la definisce pubblicamente «pazza».
In quegli anni in Kenya, i ministri e i parlamentari giunsero il livello di volgarità tale che dissero: «Minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale», «una marionetta lunatica al soldo di interessi stranieri», una «mostruosità senza precedenti»... La colpirono perfino nella sua femminilità: «Dopo tutto, non l'ha forse il marito scacciata? La circoncideremo noi con la forza, così imparerà a comportarsi come una vera donna».
In quegli anni in Kenya, i ministri e i parlamentari giunsero il livello di volgarità tale che dissero: «Minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale», «una marionetta lunatica al soldo di interessi stranieri», una «mostruosità senza precedenti»... La colpirono perfino nella sua femminilità: «Dopo tutto, non l'ha forse il marito scacciata? La circoncideremo noi con la forza, così imparerà a comportarsi come una vera donna».
... La mattina dell'8 ottobre 2004, una telefonata dell'ambasciatore norvegese a Nairobi le comunica che è premio Nobel per la Pace 2004. La "pazza" e "la mostruosità senza precedenti" gioisce.
Frasi di Wangari
La povertà conduce direttamente al degrado ambientale, perchè i poveri non pensano al futuro e taglieranno anche l'ultimo albero se necessario.
Ma il degrado ambientale porterà anche alla povertà, perchè quando non hai suolo, non hai neanche erba, nè alberi, nè acqua e non potrai più aiutare te stesso.
“I deserti avanzano da nord a sud e la foresta del Congo è l’unico baluardo alla desertificazione del continente. Senza quel polmone verde avremo un cambio climatico radicale e pericoloso in tutto il pianeta”
La causa ecologista è un aspetto importante della pace perchè nel momento in cui le risorse si rarefanno, noi ci battiamo per riappropriarcene
"Non possiamo stancarci o mollare. Lo dobbiamo alle generazioni presenti e future, di ogni specie.
Dobbiamo alzarci e andare avanti!"
“In tutte le analisi dei problemi dell’Africa, c’è una risorsa naturale che spesso non viene apprezzata: le donne africane.”
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